CUCINA LUCANA
La cucina tipica lucana è molto tradizionale e si basa sugli elementi
dati dalla terra e dagli allevamenti del territorio. Nonostante la
Lucania sia effettivamente una regione non molto grande, la sua cucina è
molto variegata in quanto le stesse ricette si trovano in tutto il suo
territorio ma a base di prodotti differenti. Ciò accade perché la
Basilicata è formata da una piccola zona pianeggiante vicino al mare,
mentre il resto del territorio si estende sugli Appennini lucani. Questo
significa che mentre sulla costa la cucina tradizionale si basa sul pesce e dei
prodotti coltivati come i cereali e il frumento, nelle zone montuose si
basa necessariamente sulle carni di manzo, pecora e maiale.
PANE
Il pane in Basilicata è decisamente quotidiano e assume le forme più varie e golose. Cominciamo dalla
strazzata, focaccia col buco tipica di Avigliano e dell’Alto Basento caratterizzata dalla forma a ciambella. Non solo: a distinguerla dalle altre focacce c’è la mano pesante di pepe
unito all’impasto di farina di grano tenero, semola di grano duro, sale
e lievito madre. La strazzata si mangia come si chiama, ovvero
“stracciata, strappata” con le mani anziché con il coltello: il suo uso
si limita alla divisione del pane in due livelli in modo da poterlo
farcire.
Il pane prende altre forme come per le friselle e le scricchiarelle dalla caratterisitica croccante.
Il
Pane di Matera Igp e' un'eccellenza della panificazione
meridionale tutta insieme al pugliese Pane di Altamura e al siciliano
Pane nero di Castelvetrano.
La Pasqua lucana non è tale senza la
scarcedda o picciddata, pane dolce di pasta intrecciata con protagoniste le uova sode incastonate nell’impasto. La base è una pasta frolla farcita di ricotta, peraltro la stessa del suo omonimo salato simile al casatiello napoletano.
SALUMI
La Soppressata è uno dei salumi più conosciuti, tant'è che viene
acquistata anche fuori dalla Basilicata e addirittura esportato
all’estero. È preparata con i tagli nobili del maiale, come il filetto e
i muscoli della coscia, tagliati a mano con la tecnica della “punta di
coltello”, in modo da non rovinare la carne. Si aggiunge poi il lardo
per ammorbidire questi tagli di carne troppo magri e si aromatizza il
tutto con pepe in grani e peperone. La soppressata ha un sapore dolce e
delicato, mentre l’aroma è leggermente speziato. Un piatto tipico
preparato con questo salume è la Pecora alla lucana, un secondo piatto
abbondante e caratterizzato dal sapore deciso del pecorino.
Il salume lucano che potrebbe essere definito l’esatto contrario della
soppressata è il
salame pezzente, perché viene preparato, come dice il
nome, con i tagli poco pregiati del maiale, molto grassi e che avanzano
alla fine della preparazione delle normali salsicce. Questo ovviamente
non pregiudica il suo sapore, che è al contrario di quel che si può
pensare davvero notevole e saporito. È diventato infatti un salume molto
richiesto, si utilizza principalmente per insaporire i ragù di carne
come la ‘Ndrupp’c', il
ragù potentino “all’intoppo” a base di carne
bovina e suina.
FORMAGGI
Il formaggio più conosciuto è probabilmente il Caciocavallo Podolico,
aromatico e molto saporito, prodotto con il latte delle vacche di razza
podolica che si trovano soltanto in alcune zone del Sud Italia. Si
consuma solamente a tavola, tagliato a fette e insaporito con dei mieli
locali di acacia e/o di castagno, accompagnandolo con del buon vino
lucano come l’Aglianico del Vulture.
La cacio ricotta è una speciale ricotta riconoscibile dal sapore più
pungente e da una più dura rispetto alla tradizione consistenza;il pecorino di Filiano, formaggio prodotto con latte ovicaprino dal gusto intenso e saporito;il canestrato di Moliterno, si tratta di un formaggio di pasta dura
dall’inconfondibile colore crema e gusto piccante ottenuto da latte
ovicaprino ed infine manteca,formaggio tipico ottenuto dal classico caciocavallo con in
aggiunta all’interno di una parte di burro che rende il sapore più
delicato.
PRIMI PIATTI
Un
primo piatto lucano che è caratterizzato dalla semplicità è l’
Acquasale
che in origine veniva preparato dai pescatori e dai contadini mentre
lavoravano. Per realizzarlo servono delle fette di pane duro e
dalla mollica compatta che vanno immerse nell’acqua e poi condite con
sale, pomodoro a pezzetti,olio extravergine
d’oliva e origano; se viene preparato in casa può essere arricchito con
del salame piccante tipico della Lucania oppure con dei peperoni
cruschi.
Proprio con questi ortaggi si condisce una pasta tipica della
tradizione: i
Cavatelli. Si tratta di una pasta fatta a mano con semola
di grano duro, acqua e sale, impastata a lungo e alla quale si da con le
dita una forma scavata, che le permette di trattenere bene il sugo del
condimento. I Cavatelli vengono conditi secondo la tradizione con dei
filetti di baccalà e dei pezzetti di peperoni cruschi, unendo i sapori
del mare a quelli della terra.
Un’altra pasta fatta a mano sono le Lagane, grandi tagliatelle preparate
con semola rimacinata di grano duro e acqua. Il condimento tipico di
questa pasta sono i ceci, cotti facendoli bollire e poi passati in
padella con abbondante peperoncino, aglio e passata di pomodoro fresco,
rendendoli davvero gustosi. Le orecchiette con la tipica forma di
conchiglia trascinate sul tavolo e risvoltandole con la punta del
pollice possono essere preparate tante ricette con
molte salse diverse, dalle classiche Orecchiette alle cime di rapa alle Orecchiette al forno con ricotta e sugo di pomodoro, tipica della zona di Matera. Simili alle orecchiette sono gli Strascinati, dalla forma simile ma in
alcune zone del territorio anche molto più grandi. I sughi che meglio
condiscono questo formato di pasta sono quelli a base di pomodoro e
carne, ma anche quelli più semplici con peperone lucano, lardo, menta e
rafano. Entrambi i piatti prevedono una abbondante quantità di formaggio
grattugiato che li insaporisca a dovere, come ad esempio l’ottimo
Pecorino di Filiano.
I minuich, spaghettini bucati realizzati con
bastoncini di saggina intorno a cui vengono avvolti: come i più grandi e
spessi bucatini, anche i minuich si sposano benissimo con pomodoro,
guanciale e pecorino.
Le manate sono pasta fresca a formato lungo tipica lucana.
L’impasto di sole acqua e semola di grano duro si arrotola ad anello,
poi a matassa e infine a pezzi grossolani tipo pici. Le manate si
prestano a una serie di condimenti diversi: peperoni cruschi, mollica di
pane, cime di rapa, ceci, fagioli.
Fra i primi piatti tipici spiccano le
tumacë me tulë, letteralmente
tagliatelle con la mollica che tanto ricordano la pasta ca muddica
calabrese. Oltre al pane grattugiato e fritto, il condimento prevede
salsa di pomodoro, filetti di alici, aglio e prezzemolo. Altre varianti
spesso comprendono i legumi: è il caso delle
tumacë me fasule (con fagioli) e
tumacë me qiqra (con ceci).
Con il rafano si prepara un piatto unico dal sapore molto particolare,
la
Rafanata. Si tratta di una frittata preparata con molte uova, una
bella spolverizzata di rafano e, a piacere, dei pezzetti di soppressata o
mollica di pane.
La grande coltivazione di cereali e legumi in Basilicata ha fatto sì che
anche le zuppe trovassero il loro posto nella cucina lucana. Tra le più
conosciute c’è certamente la
Crapiata, zuppa dal sapore antico molto
povera della tradizione materana, preparata con soli legumi e cereali
come il grano, le cicerchie, i ceci, i fagioli, le fave e le lenticchie,
con l’eccezione di poche patate che la rendono cremosa al punto giusto.
Ad insaporire il piatto, l’unico condimento utilizzato è il sale. Simile alla crapiata la
rappasciona di
Viggianello, in cui però cambiano drasticamente le modalità di consumo:
si tratta infatti di una zuppa invernale del buon auspicio legata al
Capodanno e preparata con fagioli bianchi, mais, grano e peperone
crusco.Sempre a base di cereali è la
Frascatula, detta la polenta del Sud
Italia. È una ricetta tipica delle zone interne montuose. Viene chiamata
così perché si prepara con la farina di mais, come la polenta
classica, però viene arricchita con ortaggi frullati e carne di maiale.
Solitamente si utilizzano come verdure soltanto le patate, mentre per
quanto riguarda la carne, si usa salsiccia classica lucanica.
SECONDI PIATTI
L'agnello lo si cucina sia nella maniera classica, arrosto al forno con le patate,
sia in umido con i funghi cardoncelli e con le verdure, ad esempio
patate e cipolle,oppure per cuocerla al meglio serve la pignata o pigneti: il nome indica il contenitore, ovvero l’anfora di terracotta a due manici smaltata all’interno in cui viene inserita la carne con i suoi odori. La pignata si prepara con pecora o agnellone a pezzi, patate e pomodorini
ma anche funghi, tuberi e cipolline selvatiche. A condirla un filo
d’olio, peperoncino, prezzemolo, alloro e finocchietto selvatico, il
tutto ben annaffiato di acqua.
Con le sue interiora viene preparato un grande
classico della tradizione, le
gnummeruidde. Si utilizzano solitamente il
fegato e il polmone dell’agnello con cui si formano degli involtini
legandoli con lo stesso budello dell'animale, insaporendoli con
finocchio selvatico, prezzemolo e pepe. Dopo essere stati preparati
vengono cotti alla griglia, aromatizzati con rami di alloro o ulivo,
dando alla carne un profumo particolare.
Tra i piatti tipici il
cutturiddi, lo spezzatino di agnello in umido stavolta cotto in casseruola insieme a pomodoro, sedano, cipolla, lauro e rosmarino.
Tra gli insaccati freschi troviamo invece la
Lucanica, la classica
salsiccia fresca della Basilicata. Questa viene utilizzata
principalmente per insaporire i primi piatti, ad esempio il farro o la
pasta fresca come gli Strascinati. Viene utilizzata anche per un
contorno tipico lucano, la
Ciambotta, una sorta di stufato di verdure e
salsiccia, condito con peperoni, cipolle e uova fresche.
Non
si può dimenticare il baccalà, utilizzato in cucina non soltanto nella
costa, ma anche nell’entroterra, grazie alla sua facile conservazione e
reperibilità. Con questo pesce si prepara il
Baccalà alla Lucana, con
peperoni secchi oppure sott’olio, e quello alla potentina, con olive,
cipolle, pomodoro e uva passa.
Sempre in tema di piatti di mare, la zona
di Maratea è famosa per la sua zuppa di pesce, detta alla
Santavenere.
E’ preparata con pesci di scoglio quali lo scorfano, le seppie, la
cernia e il sarago, aromatizzata con l’immancabile peperone, l’aglio e
la cipolla.
CONTORNI
Per accompagnare i secondi di carne non può mancare un contorno della
tradizione, le zucchine alla poverella. Sono chiamate così perché è una
ricetta molto modesta, dove si utilizzano soltanto le zucchine che
vengono fritte nell’olio e poi insaporite con la mentuccia, aglio e
aceto. Un altro piatto tipico della cucina campagnola sono i
Lampascioni, delle cipolline selvatiche dal sapore amaro, solitamente
lessati in acqua e serviti sott’aceto, oppure ridotti in purea e
utilizzati per fare delle frittelline. I famosi peperoni cruschi invece sono una varietà rossa tipica della città di Senise, sono
chiamati così perché vengono fatti seccare al sole e cucinati
velocemente nell’olio bollente facendoli diventare croccanti e quindi
“cruschi” in dialetto lucano.La
ciaudedda con la vignarola e' lo stufato di verdure
primaverile
tipico del Lazio. Del resto, l’anima profondamente contadina e gli
ingredienti di base del piatto sono praticamente gli stessi: carciofi, fave, cipolle, patate e pancetta.
Più, nel caso lucano, le oscillazioni stagionali che possono includere
melanzane, pomodori e peperoni; e le modalità di cottura.
DOLCI
Il capitolo dolci si apre con una serie di biscottini da ora del tè raggruppati dal vezzeggiativo ma non solo. Tutti infatti hanno in comune la frutta secca: le
spumette o
spumini di Cersosimo, biscotti morbidi a base di mandorle tritate; le
scorzette di Bernalda preparate con albume, zucchero e nocciole con copertura al cioccolato fondente;
i
nocetti di Maratea con uova, zucchero e noci e una striscia di glassa al limone.
Il
cugliaccio è il pane dolce simbolo del cambiamento e della transizione,preparazione semplice di farina, strutto, olio e finocchietto: in
occasione del matrimonio viene intrecciato in senso circolare con
quattro braccia a rappresentare il legame indissolubile. Al suo interno
vengono “nascoste” le uova, a loro volta simbolo di vita e Resurrezione
Il
dolce più famoso, preparato solitamente per Natale, sono le
Pettole di
Matera, piccole frittelle tonde, preparate con un impasto molto semplice
a base di farina di grano tenero, semola e lievito.
Un altro dolce
tipico del materano sono le
Strazzate, dei biscotti a base di mandorle e
cioccolato e le
stozze, biscotti secchi alle mandorle simili ai cantuccini toscani.
VINI E LIQUORI
La Basilicata è terra generosa in fatto di vini e nonostante la
produzione sia assai frammentaria, molti sono i vini degni di nota e tra
questi: l’Aglianico del Vulture. È senza dubbio tra i migliori vini
prodotti in regione ed è anche l’unico a fregiarsi dal 1971 del marchio
d.o.c.
Tipici della Basilicata sono oltre al
liquore di noci ed al
liquore di
cedro, anche il
Fragolino. Quest’ultimo è un liquore tradizionale
preparato ancora oggi secondo ricette popolari, con l’utilizzo di frutta
messa in infusione in alcool. Molto noti sono poi la
crema di
limoncello e quella ottenuta lasciando in infusione le
bucce delle
arance. Impossibile non citare poi tra i liquori tipici lucani l’
Amaro
Lucano che risale al 1894. In tale anno, infatti, Pasquale Vena,
proprietario dell’omonimo bar nel paesino di Pisticci, diede vita ad un
amaro, prodotto artigianalmente, seguendo una ricetta…segreta.
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