Se "il" Manzoni ci scrisse un romanzo di successo vuol dire che nel suo piccolo Lecco non e' poi cosi' male,no?
Ora, non perche' e' la mia citta' natale, ma credo che Lecco sia una vera perla del lago ma che abbia anche bisogno di un pizzicotto per far si che venga risvegliata dal suo anche fin troppo lungo letargo,e pare che effettivamente i miei concittadini stiano stiracchiandosi le braccia e aprendo gli occhi (turisticamente parlando).
Dopo anni di sonno e dopo una guarigione all'allergia al turismo posso
finalmente dire di essere orgogliosa del lavoro che stanno svolgendo
per valorizzare quella che, in fin dei conti, e' una citta' che potrebbe
dare molto. Tanto per cominciare Lecco e' nominata ed e' parte
dell'ambientazione principale del romanzo di Alessandro Manzoni ne "
I Promessi Sposi" , siamo circondati da me
ravigliose
montagne tra quali le Grigne ed il Resegone ed e' adagiata sul fiume
Adda che forma popopopodimeno che il Lago di Como creando paesaggi
pittoreschi.
Hanno installato info point per tutta la citta' dandole
finalmente un senso ed un filo storico,abbiamo formaggi e salumi buonissimi,abbiamo i
pizzoccheri ed i sciatt che fanno salire il colesterolo pure a chi beve
Danacol,e a pochi chilometri abbiamo delle perle quali
Varenna,Bellagio,Como e tantissimi altri paesini stupendi affacciati sul
lago...
" Quel ramo del lago di Como, che volge
a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a
golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a
un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un
promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte,
che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile
all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa,
e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive,
allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in
nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera,formata dal deposito di tre
grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di
san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi
cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché
non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di
su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto,
a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri
monti di nome più oscuro e di forma più comune..."
Alessandro Manzoni