Come arrivare e come muoversi [ torna al menu ]
✈🚆🚗🚌 Arrivare e Come muoversi all'interno
Siti utili [ torna al menu ]
Il nostro tour
Sembrera' strano, ma quando ci siamo sposati e dovevamo scegliere la meta del viaggio la scelta e' ricaduta su questa regione, pensata prima di tutto perche' avevamo gia' in progetto una meta esotica per l'anno successivo e poi perche' avevamo pochi giorni a disposizione. Quindi una regione per noi ancora sconosciuta era la Valle D'Aosta.....e Valle D'Aosta sia!
Una volta caricata l'auto e Aki siamo partiti ad esplorare questa regione meravigliosa! Senza seguire un itinerario ben preciso abbiamo ascoltato l'istinto, ma soprattutto la strada, visto che la valle e' segnata e' divisa in due da due sole strade principali (sia superstrada che autostrada, parallele l'una con l'altra) che attraversano il paese da Bard fino al monte Bianco. Il periodo ottobre/novembre e' ottimo per godere dei meravigliosi colori del foliage nei boschi e nei parchi, senza escludere che non ci sia anche la neve. Nota negativa potrebbe essere il clima, non e' difficile incontrare molta nebbia (infatti non siamo riusciti a vedere il monte bianco) ed il fatto che molte attivita' potrebbero essere chiuse. A parte questo e' stata una bellissima scoperta, partendo dal cibo gustosissimo , dai paesaggi montani , attraverso piccoli villaggi, cascate e scorci sui castelli tra neve e foglie rosse. Ci siamo ripromessi di tornare assolutamente, magari in estate, e con l'obiettivo di raggiungere il grandioso monte bianco dal fighissimo Skyway !
BARD[ torna al menu ]
Il Forte di Bard, rimasto pressoché intatto dal momento
della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza
di sbarramento di primo Ottocento.
La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica, posti a
diversi livelli, tra i 400 e i 467 metri: dal più basso, l’Opera Ferdinando, a quello mediano, l’Opera Vittorio, e al più alto, l’Opera Carlo Alberto per un totale di 283 locali.
L’Opera Ferdinando si presenta a forma di tenaglia ed è costituita da due corpi di fabbrica, l’Opera Ferdinando Inferiore e l’Opera Ferdinando Superiore all’interno del quale è ubicato il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere.
L’Opera Mortai, collocata alle sue spalle, e l’attigua Polveriera ospitano i locali destinati ai laboratori didattici e sono adibiti anche a mostre temporanee.
L’Opera Ferdinando si presenta a forma di tenaglia ed è costituita da due corpi di fabbrica, l’Opera Ferdinando Inferiore e l’Opera Ferdinando Superiore all’interno del quale è ubicato il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere.
L’Opera Mortai, collocata alle sue spalle, e l’attigua Polveriera ospitano i locali destinati ai laboratori didattici e sono adibiti anche a mostre temporanee.
A circa metà della rocca sorge l’Opera Vittorio, che ospita Le Alpi dei Ragazzi, un percorso interattivo interamente dedicato ai più giovani di avvicinamento all’alpinismo.
e' servito da una strada esterna, sul lato sud, che permette di accedere al cortile dell’Opera di Gola, e da una strada interna
che, con stretti tornanti sorretti da possenti muraglioni, risale il
pendio opposto rivolto a nord e consente di accedere all’Opera Carlo
Alberto e all’area delle Scuderie, anch’essa adibita a sede di mostre temporanee. Entrambi i percorsi sono pedonali.
La sommità della rocca è facilmente raggiungibile grazie ad avveniristici ascensori panoramici che dal Borgo di Bard, ai piedi del Forte, consentono l’accesso all’Opera Carlo Alberto, al Museo delle Alpi, alle sale dedicate alle mostre temporanee, alle piazze, alla caffetteria e al Bookshop.
La sommità della rocca è facilmente raggiungibile grazie ad avveniristici ascensori panoramici che dal Borgo di Bard, ai piedi del Forte, consentono l’accesso all’Opera Carlo Alberto, al Museo delle Alpi, alle sale dedicate alle mostre temporanee, alle piazze, alla caffetteria e al Bookshop.
Il borgo di Bard – un autentico concentrato di testimonianze storiche in
poco più di 3 km quadri di superficie e per una popolazione di circa
160 abitanti – è oggi considerato uno dei 20 borghi più belli d’Italia
secondo il portale syscanner.com
Tipico villaggio di attraversamento nato lungo la strada romana, si presenta oggi nel suo assetto urbano medievale pressoché intatto. L’avvicinamento dal lato meridionale lungo l’antico tracciato della via delle Gallie si svolge in un paesaggio caratterizzato da un lato dai vigneti terrazzati alternati alle balze strapiombanti in parte utilizzate come palestra d’arrampicata, e dall’altro, dalle rocce montonate che precedono la rocca del Forte con gli evidenti segni di epoca glaciale (le Marmitte dei Giganti) e di epoca preistorica.Il percorso lungo la via principale – sotto cui scorre in parte, l’antico canale della Furiana, realizzato dai Romani e ancora oggi in uso – conserva pregevoli edifici residenziali del XV-XVI secolo, alcuni dei quali restaurati e oggi sedi di attività commerciali – costruiti sugli antichi muri romani, ancora visibili in alcune cantine.Di particolare interesse sono Casa Challant, situata nella piazzetta centrale del Borgo; Casa Valperga, sulla cui facciata è presente un’elegante bifora, ora tamponata, affiancata da due finestre a crociera; Casa Urbano, sede dell’antico mulino; la cosiddetta Casa Ciuca, in cui si può ammirare un bell’esempio di ‘viret’, un’ardita scala a chiocciola dai gradini che si aprono a ventaglio intorno a un’asse centrale; l’elegante Palazzo Nicole, settecentesco, residenza degli ultimi conti di Bard, sulla cui facciata si notano ancora i fori dei proiettili dell’assedio del 1800.
Tipico villaggio di attraversamento nato lungo la strada romana, si presenta oggi nel suo assetto urbano medievale pressoché intatto. L’avvicinamento dal lato meridionale lungo l’antico tracciato della via delle Gallie si svolge in un paesaggio caratterizzato da un lato dai vigneti terrazzati alternati alle balze strapiombanti in parte utilizzate come palestra d’arrampicata, e dall’altro, dalle rocce montonate che precedono la rocca del Forte con gli evidenti segni di epoca glaciale (le Marmitte dei Giganti) e di epoca preistorica.Il percorso lungo la via principale – sotto cui scorre in parte, l’antico canale della Furiana, realizzato dai Romani e ancora oggi in uso – conserva pregevoli edifici residenziali del XV-XVI secolo, alcuni dei quali restaurati e oggi sedi di attività commerciali – costruiti sugli antichi muri romani, ancora visibili in alcune cantine.Di particolare interesse sono Casa Challant, situata nella piazzetta centrale del Borgo; Casa Valperga, sulla cui facciata è presente un’elegante bifora, ora tamponata, affiancata da due finestre a crociera; Casa Urbano, sede dell’antico mulino; la cosiddetta Casa Ciuca, in cui si può ammirare un bell’esempio di ‘viret’, un’ardita scala a chiocciola dai gradini che si aprono a ventaglio intorno a un’asse centrale; l’elegante Palazzo Nicole, settecentesco, residenza degli ultimi conti di Bard, sulla cui facciata si notano ancora i fori dei proiettili dell’assedio del 1800.
I CASTELLI[ torna al menu ]
Castello Fenis
Il castello di Fénis fu la prestigiosa sede di rappresentanza
dei maggiori esponenti della famiglia Challant, che lo dotarono
dell’imponente apparato difensivo, nonché di eleganti decorazioni
pittoriche, simboli di potenza e di prestigio. Fu ceduto al conte Baldassarre Castellar di Saluzzo Paesana,le vicende
che segnarono la storia di quella famiglia condussero il maniero a un
lento degrado, preludio dell’abbandono che lo vide trasformato in
abitazione rurale: le sale del pianterreno furono adibite a stalle,
mentre il primo piano fu usato come fienile.
Castello Chatelard
Sull’estesa conoide di La Salle, nel villaggio di Château, si erge il
castello di Châtelard edificato, secondo lo storico Jean-Baptiste De
Tillier, da Rodolfo Grossi, vescovo di Aosta nel 1243 e arcivescovo di
Tarantasia nel 1246. Citato per la prima volta in un atto del 1248,
ripropone la tipologia di torre circolare che richiama le costruzioni
fortificate del conte Pietro II di Savoia, di cui Grossi era intimo
consigliere.
Tutt’intorno piccole e grandi dimore medievali punteggiano il territorio come sentinelle dal fascino antico: la casaforte Pascal, la casaforte Aragon, la maison Gerbollier, poco più in alto la dimora degli Ecours e ancora, nel villaggio di Derby, il castello notarile.
Tutt’intorno piccole e grandi dimore medievali punteggiano il territorio come sentinelle dal fascino antico: la casaforte Pascal, la casaforte Aragon, la maison Gerbollier, poco più in alto la dimora degli Ecours e ancora, nel villaggio di Derby, il castello notarile.
SAINT NICHOLAS[ torna al menu ]
Nel territorio di Saint-Nicolas si trovano alcune conformazioni di particolare interesse geomorfologico, i calanchi, caratteristiche erosioni in terreno sabbioso.
Numerose sono le passeggiate su facili sentieri per osservazioni
naturalistiche nell’area del Bois de la Tour, bosco provvisto di area attrezzata per pic nic
e di di sentieri-natura accessibili anche ai non vedenti che possono
avere informazioni mediante didascalie in Braille. Facilmente
raggiungibile da Saint-Nicolas è la Comba di Vertosan: vasta vallata
ricca di pascoli, è una località dove trekking e mountain bike trovano
il loro ambiente ideale.
In inverno i più sportivi possono cimentarsi lungo i cinque anelli per lo sci di fondo, di cui uno illuminato, realizzati nei pressi del capoluogo, oppure salire ai 1800 metri delle piste di fondo di Vetan.
GRAN PARADISO[ torna al menu ]
Il Parco nazionale Gran Paradiso si estende su
70.000 ettari di territorio d'alta montagna, tra gli 800 metri di
fondovalle e i 4.061 metri del Gran Paradiso.
In Valle d'Aosta, il Parco nazionale Gran Paradiso ha tre centri
visitatori, a Cogne, Valsavarenche e Rhêmes-Notre-Dame. I centri
visitatori permettono di approfondire in ogni stagione i vari aspetti
naturalistici dell'area protetta.
Da non perdere, a Cogne, il giardino alpino Paradisia, soprattutto a
luglio, quando molte delle oltre 1.000 specie del giardino sono in piena
fioritura.
La storia del Parco nazionale Gran Paradiso è legata
alla protezione dello stambecco. Nel 1856, infatti, il re Vittorio
Emanuele II dichiarò queste montagne riserva reale di caccia e salvò
così lo stambecco dall'estinzione. Il re creò anche un corpo di guardie
specializzate e fece costruire una rete viaria per la protezione della
fauna e per le escursioni. Nel 1920, Vittorio Emanuele III donò la
riserva allo Stato italiano perché ne facesse un parco. Il Parco
nazionale Gran Paradiso fu effettivamente istituito nel 1922.
COGNE[
torna al menu
]
Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Cogne si affaccia sull’ampio prato di Sant’Orso, annoverato tra le più vaste praterie di montagna in Europa. Sorge a 1.544 metri di altitudine e la sua vetta più alta, con 4.061 metri, è il Gran Paradiso, unico “quattromila” completamente in territorio italiano. Un tempo importante centro minerario per l’estrazione del ferro, Cogne è oggi una delle Perle delle Alpi, località turistica molto conosciuta, ma tranquilla e accogliente, particolarmente apprezzata per aver saputo sviluppare un’ospitalità di qualità nel rispetto e nella salvaguardia del suo patrimonio naturale. Di particolare interesse troviamo il parco minerario, il giardino botanico e la mostra dei pizzi al tombolo. Ma Cogne è molto apprezzata per aver mantenuto un forte legame con le sue tradizioni: il gruppo folkloristico e corale Lou Tintamaro, i cui componenti vestono l’originale e antico costume, si esibiscono con fisarmoniche e tamburi decorati con nastri colorati e sonagli.
CASCATE DI LILLAZ[ torna al menu ]
Celebre per le sue Cascate, spettacolari in ogni stagione, la frazione
di Lillaz è punto di partenza per numerosi escursioni. Un'area pic-nic
attrezzata, una palestra di roccia e una paleofrana tutta da scoprire
sono solo alcune delle attrazioni del villaggio, che in inverno richiama
a sé sciatori e cascatisti in una cornice mozzafiato.
AOSTA[ torna al menu ]
Aosta era conosciuta come la “Roma delle Alpi“. La sua storia è legata a quella di Roma a partire dal nome: Augusta Praetoria,
fondata dopo la vittoria dei romani sui Salassi, fiero popolo locale.
La fondazione della colonia era fondamentale per tenere d’occhio i galli
e consolidare il predominio sulla fertile Pianura Padana e il Nord
Italia. I romani hanno lasciato ad Aosta un ricco patrimonio di
monumenti: l’Arco di Augusto, la Porta Praetoria, il Monumentale Teatro Romano, l’Anfiteatro, il Ponte e molti altri luoghi in parte conservati.A questi si aggiunge il lascito medioevale delle chiese e dei conventi,
dei forti e dei castelli nei dintorni. Questa ricchezza archeologica e
monumentale fa di Aosta una bella città d’arte italiana,
anche se nell’immaginario collettivo la si associa alla neve e allo
sci. Certo, le montagne sono parte fondamentale della vita di Aosta: ne
sono lo scenario naturale ma anche luogo turistico che attira persone da
tutto il mondo, in estate e d’inverno.
COSA VEDERE:
-Piazza Chanoux: è dedicata al martire della resistenza
Émile Chanoux, ucciso dai nazisti nel 1944, ed è il salotto buono di
Aosta della città.Circondata da palazzi storici e contornata dalle Alpi,
la piazza è il
fulcro da cui si diramano le vie principali di Aosta, perfette per lo
shopping e per ammirare a piedi il fascino discreto e fermo nel tempo
del suo centro storico. Al centro spicca “l’Alpino”, il monumento al soldato valdostano realizzato nel 1924, mentre sulla piazza si apre la facciata neoclassica del Municipio, con ricche decorazioni sul frontone e due fontane che simboleggiano i due fimi di Aosta: la Dora Baltea e il torrente Buthier
-I monumenti romani di Aosta: Il lascito della Aosta romana è ancora evidente in tutta la città. Il percorso nella Augusta Praetoria può iniziare dall’Arco di Augusto che si trova lungo la strada che portava all’ingresso attraverso la Porta Praetoria.A pochi metri dalla Porta Praetoria c’è il maestoso Teatro Romano.Restano da vedere il Ponte Romano e l’area funeraria di Porta Decumana, usata per le sepolture fino all’Alto Medioevo, con vari corredi funerari, oggetti di vetro e bronzo e tre cellae memoriae, cioè tre mausolei costruiti nel IV secolo, oltre ai resti di una basilica paleocristiana. Una voce a parte merita il Criptoportico forense
- la cattedrale di santa Maria Assunta:l’edificio religioso più importante e più antico di Aosta
- La collegiata e il chiostro di Sant’Orso: formano un prezioso complesso che comprende anche il priorato e la basilica paleocristiana
COURMAYUER[ torna al menu ]
Courmayeur sorge alle falde del massiccio del Monte Bianco, in una conca verdeggiante circondata da abeti e larici, montagne e ghiacciai.
Pur essendo una località turistica di importanza internazionale, Courmayeur conserva un’atmosfera alpina autentica, che si respira sia passeggiando tra i negozi della centrale via Roma, stretta e tortuosa, sia nei villaggi tradizionali — bellissimi — che circondano il nucleo principale di Courmayeur e si spingono fino alla testa della valle centrale, dove la Dora della Val Veny e la Dora della Val Ferret confluiscono nella Dora Baltea, che attraversa tutta la Valle d’Aosta.
Pur essendo una località turistica di importanza internazionale, Courmayeur conserva un’atmosfera alpina autentica, che si respira sia passeggiando tra i negozi della centrale via Roma, stretta e tortuosa, sia nei villaggi tradizionali — bellissimi — che circondano il nucleo principale di Courmayeur e si spingono fino alla testa della valle centrale, dove la Dora della Val Veny e la Dora della Val Ferret confluiscono nella Dora Baltea, che attraversa tutta la Valle d’Aosta.
Purtroppo con il cattivo tempo non siamo neanche riusciti a scorgere un pezzettino di Monte Bianco! Ci rifaremo un'altra volta!
VAL FERRET[ torna al menu ]
Questa splendida vallata si sviluppa ai piedi del Monte Bianco
fino al col Ferret che dà accesso al versante svizzero. Percorrendola
sulla sinistra sfilano alcune delle più alte e maestose cime delle Alpi:
il Dente del Gigante, le Grandes Jorasses, l'Aiguille de Triolet e il Mont Dolent mentre sulla destra i pendii del Mont de La Saxe sono decisamente più dolci. I panorami sono spettacolari durante tutto l'anno.
Nella stagione calda gli appassionati di montagna hanno a
disposizione una vasta scelta di itinerari, dalle passeggiate ai rifugi,
al trekking in alta quota, fino ai più impegnativi percorsi
alpinistici. Oltre a questo la valle offre un campo da golf
a 9 buche, percorsi in mountain bike, la possibilità di praticare
attività come la pesca oppure semplicemente godersi il panorama dal
fondovalle nei dehors dei ristoranti e dei bar.
In inverno la Val Ferret offre agli amanti dello sci di fondo 20 km di piste sempre ottimamente innevate fino a tarda primavera.
https://www.lovevda.it/it/scoprire/aree-turistiche/monte-bianco/val-ferret
In inverno la Val Ferret offre agli amanti dello sci di fondo 20 km di piste sempre ottimamente innevate fino a tarda primavera.
https://www.lovevda.it/it/scoprire/aree-turistiche/monte-bianco/val-ferret
Sulla destra orografica della Valdigne particolarmente suggestiva è la cascata di Lenteney,
alimentata da un bacino di ghiacciai persistenti del gruppo del
Paramont, che scende spumeggiando attraverso la foresta di Derby.
La cascata è visibile percorrendo la strada statale da Derby verso La
Salle e si trova lungo il percorso dell’itinerario escursionistico Cammino Balteo.
LA THUILE[ torna al menu ]
La Thuile è adagiata su un’ampia conca a 1441 metri di altitudine, in
un’area contornata da fitte foreste, dominata dall’imponente presenza
di alte montagne ed estesi ghiacciai.
Partendo da La Thuile, è possibile salire al vicino Colle del Piccolo San Bernardo
dove si può osservare un curioso recinto fatto di pietre: si tratta del
“Cromlech”, monumento megalitico che risale all’età del ferro. Nella
zona sono inoltre visibili i resti di due “Mansiones” dell’epoca romana,
che testimoniano l’importanza di La Thuile quale posto di tappa sulla via delle Gallie.
Presso il Colle del Piccolo San Bernardo si trova il giardino botanico Chanousia,
fondato nel 1897 per proteggere la flora caratteristica del mondo
alpestre. Fu voluto dall’abate Pierre Chanoux, sacerdote di grande bontà
e di vasta cultura, alpinista infaticabile, pioniere e precursore
dell’alpinismo moderno. Sempre al Colle del Piccolo San Bernardo, la domenica successiva al
Ferragosto, si svolge la “Fête des Bergers”: si tratta di un
appuntamento che ricorda il passato, quando si incontravano i pastori
savoiardi e valdostani per lo scambio e il mercato del bestiame, durante
una giornata in amicizia. Interrotto durante il periodo della guerra,
oggi questo appuntamento si è trasformato in un’apprezzata kermesse
folcloristica alla quale partecipano valligiani, pastori e turisti dei
due versanti del Colle. Associata all’evento si svolge anche una delle
eliminatorie della “Bataille de Reines”.
La Thuile fa parte di un comprensorio sciistico internazionale,
collegato alla località di La Rosière in Savoia. In uno straordinario
succedersi di vedute, 160 chilometri di piste soddisfano le esigenze di
ogni tipo di sciatore; le quote elevate degli impianti permettono
inoltre di sciare fino alla tarda primavera.
In estate La Thuile è punto di partenza per le ascensioni al ghiacciaio del Rutor oppure per le più facili escursioni nella zona del lago d’Arpy, ai laghi del Rutor e al bel pianoro di Joux.
PRE SAINT DIDIER[ torna al menu ]
E' situato a 1001 metri di altitudine, alla confluenza della Dora di
Verney con la Dora di Coumayeur. Deve il suo nome al latino “Prata ad
Sanctum Desiderium” e si è sviluppato dove sorgeva una stazione militare
romana sulla via delle Gallie, che qui transitava.
A pochi passi dal centro di Pré-Saint-Didier si può ammirare uno spettacolo naturale molto suggestivo: l’Orrido,
gola profonda e strettissima formatasi dalle acque impetuose della Dora
di Verney. A fianco della cascata si trovano le due sorgenti di acqua
termale che sgorgano dalla roccia rispettivamente a 22 e 36 gradi.
Il Comune di Pré-Saint-Didier può infatti vantare la presenza sul suo territorio di un rinomato impianto termale, costruito nel 1834 e recentemente ristrutturato dopo più di 30 anni di inattività.
Il Comune di Pré-Saint-Didier può infatti vantare la presenza sul suo territorio di un rinomato impianto termale, costruito nel 1834 e recentemente ristrutturato dopo più di 30 anni di inattività.
Vicino alle più belle vallate della Valdigne, Pré-Saint-Didier
rappresenta un ottimo punto di partenza per un gran numero di
escursioni; i più temerari possono anche divertirsi lungo i percorsi
ludico sportivi di diversa difficoltà proposti dal Parco avventura Mont Blanc.
In inverno, le vicinissime stazioni sciistiche di Courmayeur e La Thuile offrono svariati chilometri di piste per gli appassionati dello sci.
In inverno, le vicinissime stazioni sciistiche di Courmayeur e La Thuile offrono svariati chilometri di piste per gli appassionati dello sci.
BORGO DI VERRAND[
torna al menu
]
GRASSONEY E CASTEL SAVOIA[ torna al menu ]
Elegante località turistica a 1385 metri di altitudine,
Gressoney-Saint-Jean è situata in un contesto scenografico
particolarmente interessante per la vista offerta sul ghiacciaio del
Lyskamm e sull’imponente massiccio del MonteRosa che si riflette nelle acque verde smeraldo del suggestivo Lago Gover, posto poco fuori il centro abitato.
Immerso nel verde dei boschi sorge il Castel Savoia.
Fatto costruire dalla Regina Margherita nel 1894 come residenza per le
sue frequenti villeggiature, è interessante anche per il giardino botanico.
Indossato dai gressonari in occasione della processione durante la
ricorrenza di San Giovanni il 24 giugno e simbolo della tradizione più
antica, fortemente radicata e riconducibile alla cultura Walser, è il costume tipico,
in particolar modo quello femminile, rigorosamente rosso e nero, con
camicetta bianca adorna di ricchi pizzi, impreziosito da una ricca
cuffia in filigrana d’oro.
Castel Savoia
Realizzato per volere della Regina Margherita di Savoia, che soggiornava
a Gressoney ospite dei baroni Beck Peccoz già dal 1889, il castello
sorge ai piedi del Colle della Ranzola nella località denominata
“Belvedere”, in ragione della splendida vista che da lì domina tutta la
vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm. La posa della prima pietra
dell’edificio avvenne il 24 agosto 1899 alla presenza di re Umberto I il
quale, assassinato a Monza un anno dopo, non avrebbe visto la
conclusione dei lavori, protrattisi fino al 1904. La dimora ospitò la
Regina durante i suoi soggiorni estivi fino al 1925, un anno prima della
sua morte, che avvenne a Bordighera il 4 gennaio 1926. Dopo l’acquisto
nel 1936 da parte dell’industriale milanese Moretti, il castello divenne
proprietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta nel 1981.
LAGO GOVER[ torna al menu ]
Circondato da pini ed abeti secolari, il lago è in una posizione magnifica per chi vuole ammirare la catena del Monte Rosa.
Nel corso dei mesi estivi nel laghetto è possibile praticare la pesca sportiva: inoltre, la presenza di un ampio parco giochi attrezzato e di varie attività di animazione per bambini, rendono la zona estremamente piacevole per trascorrere delle belle giornate all’aperto.
Durante la stagione invernale invece, il lago viene trasformato in pista di pattinaggio su ghiaccio naturale.
Dal laghetto è possibile raggiungere il Castello Savoia percorrendo la passeggiata della Regina, un breve e semplice sentiero in mezzo al bosco della durata di circa 30 minuti.
https://www.lovevda.it/it/banca-dati/7/laghi-cascate/gressoney-saint-jean/lago-gover/1733Nel corso dei mesi estivi nel laghetto è possibile praticare la pesca sportiva: inoltre, la presenza di un ampio parco giochi attrezzato e di varie attività di animazione per bambini, rendono la zona estremamente piacevole per trascorrere delle belle giornate all’aperto.
Durante la stagione invernale invece, il lago viene trasformato in pista di pattinaggio su ghiaccio naturale.
Dal laghetto è possibile raggiungere il Castello Savoia percorrendo la passeggiata della Regina, un breve e semplice sentiero in mezzo al bosco della durata di circa 30 minuti.
ISOLLAZ[ torna al menu ]
Il torrente Evançon nasce dai torrenti di Verra e di Cortaud, alimentati
dai ghiacciai di Vera e di Ventina sul Monte Rosa; arrivato a valle,
nei pressi della frazione di Targnod, scorre stretto fra le alte pareti
di roccia e forma una suggestiva cascata di quasi cinquanta metri.
La cascata è tra le più belle della Valle d’Aosta per il suo effetto imponente e per la sonorità particolare che lo spostamento d’aria produce a causa della velocità di caduta dell’acqua.
La cascata è tra le più belle della Valle d’Aosta per il suo effetto imponente e per la sonorità particolare che lo spostamento d’aria produce a causa della velocità di caduta dell’acqua.
![]() |
CASTELLO DI VERRES |
![]() |
E' ora di tornare a casa!! |
Nessun commento:
Posta un commento