Andare alla scoperta di Bologna significa trovarsi in una città dalla tradizione secolare, con architetture di stili ed epoche diverse ancora lì a testimoniarlo. Tracce dell’antica Roma, palazzi e chiese medievali sono inconfutabili testimoni di quanto vivace sia stata sia la vita pubblica che l’attività economica della città. Ai piedi dei famosi colli , punteggiato dalle tante porte e torri medievali, il centro storico della città offre davvero un abbraccio caloroso ai propri ospiti.
Il nostro tour può cominciare dal piazzale antistante, muovendo verso sinistra, si raggiunge e si prende via dell’Indipendenza. Una breve passeggiata tra i portici che costeggiano la via e si scopre subito una caratteristica unica e poco nota della città: quello che resta del sistema medievale di canali che un tempo attraversavano tutta Bologna. All’incrocio tra via dell’Indipendenza con via Augusto Righi prendi quest’ultima verso sinistra. A questo punto la prima vietta a destra nascosta tra i portici - via Piella - ti regalerà una visione esclusiva su uno dei canali incastonati oggi nel tessuto urbano. Per scovarli tutti puoi scaricare l’app gratuita dedicata “Canali di Bologna" dove sono geolocalizzati.
Riprendendo via dell’Indipendenza, arriverai nel cuore della città. Qui, in piazza del Nettuno, oltre alla fontana omonima si affaccia anche il Palazzo di Re Enzo, palcoscenico della vita cittadina a partire dal XII secolo.
In piazza Maggiore (piazza Grande per i bolognesi) si trova la Chiesa di
San Petronio, la più grande di Bologna che, nonostante sia ampiamente
incompiuta, è una delle chiese più vaste d'Europa, ed ha il titolo di
Basilica Minore. Con il suo volume di 258.000 m³, è la chiesa gotica
costruita in mattoni più grande al mondo. Nel
1530 la Basilica di San Petronio fu scelta da Carlo V come sede per la
sua incoronazione a imperatore del Sacro Romano Impero da parte di
Clemente VII. All’interno si gode del contrasto tra lo stile gotico e la
bicromia dovuta all’alternarsi del rosso dei mattoni cotti - impiegati
nei pilastri e nelle cordonature - e il bianco delle volte.
Alle spalle della Basilica di San Petronio c’è l’Archiginnasio, la più antica Università
d’occidente, oggi base della Biblioteca Comunale che
conserva importanti testi nelle discipline storiche, filosofiche,
politiche, letterarie e un’approfondita sezione dedicata alla cultura
bolognese. Oltre alle pareti dipinte con stemmi degli studenti,
nell’antico complesso universitario suscita ancora oggi grandi emozioni
visitare il Teatro Anatomico, dove anticamente si svolgevano le lezioni
di anatomia con tanto di dissezioni.






Prendendo via Rizzoli in direzione strada Maggiore, ti aspettano la Torre degli Asinelli e la Torre della Garisenda (citata nell'Inferno di Dante), simbolo bolognese per antonomasia. In origine erette per scopi militari, in pieno Medioevo si contavano quasi 200 torri, ma solo 22 sono arrivate ai giorni nostri e le due appena citate, in piazza di Porta Ravegnana, meritano assolutamente un passaggio. Salendo sulla Torre degli Asinelli (l’altra è pendente e inagibile) si accede a una terrazza panoramica con vista impareggiabile sulla città. Riconquistata la terra dopo aver salito e disceso quasi 500 gradini la pausa pranzo è la giusta ricompensa.



Bologna “La Dotta” per l’antica Università, in un attimo diventa “La
Grassa”, per la ricchezza della sua gastronomia. Vere perle della cucina
italiana amate nel mondo nascono qui, con materie prime di pregio e
manualità mai perse, cui ancora oggi dobbiamo cappelletti, passatelli,
lasagne. Non è un caso che Bologna vanti - solo per fare un esempio - un
sugo di carne che porta il suo nome, apprezzato in tutto il mondo: il
ragù alla bolognese. In centro l’offerta gastronomica è eterogenea, in
grado di soddisfare le diverse richieste e aspettative. Ecco quindi che ci fondiamo immediatamente da Bottega portici, dove e' possibile testare i piatti tipici in un ambiente moderno ed ecologico, prenotando dalle casse automatiche con la possibilita' di scegliere gli ingredienti. Da Tigellino finite in bellezza scegliendo una bella tigella piena di nutella! (c'e' anche l'opzione salata!😋)



Dalle torri seguiamo via Santo Stefano e oltrepassiamo Palazzo della Mercanzia per sbucare dopo qualche portico in piazza Santo Stefano, di recente è stata riportata al suo aspetto originario e viene chiamata delle 7 chiese perche' accoglie la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa di San Vitale e Sant’Agricola, il Cortile di Pilato, la Chiesa del Martyrium, il Chiostro Medievale e il Museo di Santo Stefano.Tutti edifici molto antichi che, se anche risalgono ad epoche differenti, mantengono una certa omogeneità stilistica, rendendo il complesso il monumento romanico più interessante e meglio conservato di Bologna.
Proseguiamo la visita lungo i bellissimi portici girovagando un po' a caso e scrutando i vari negozi e bar nel pieno di un vivace sabato pomeriggio.
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Palazzo della Mercanzia |
Su Strada Maggiore sorge un incredibile edificio simbolo di architettura gotica: la Basilica di Santa Maria dei Servi,
al cui interno conserva molte opere d’arte note, tra cui la splendida
Madonna in trono di Cimabue. Il campanile, alto circa 52 metri, è parte
dell’intero complesso e ospita novità architettoniche presenti anche nel
quadriportico di fronte alla chiesa.
Lungo le antiche vie e gli infiniti portici bolognesi, da piazza Aldrovandi proseguendo dritti su via Giuseppe Petroni si arriva in via Zamboni di fronte al teatro Comunale di Bologna, dove il gioco di volumi, luci e ombre dei portici diventa sempre più ricco. Sulla sinistra si trova Palazzo Poggi, sede dell'Università e di alcuni Musei Universitari, dove trascorrere un interessante pomeriggio. Sempre nei paraggi, la Pinacoteca Nazionale, che espone opere di Tintoretto, Tiziano e del Parmigianino.
Bologna pero' e' nota anche per essere culla di tanti musicisti e artisti di ogni genere che hanno fatto la storia della musica italiana.
Lucio Dalla è uno di questi figli illustri e con Bologna ha avuto sempre un legame indissolubile e straordinario, che traspare in tante sue canzoni.
Nato e cresciuto a Bologna, opo aver raggiunto la notorietà mondiale, ha sempre scelto infatti di tornare a casa, diventando l’ambasciatore della bolognesità in tutto il mondo.
Se siete particolarmente legati a questo cantante potrete scoprire luoghi dedicati a lui tra cui :
- Piazza Cavour, la famosa piazza della canzone “Piazza Grande“, qui si trova una panchina
- Piazza de’ Celestini dove alzando gli occhi al cielo si può scorgere, proprio dal balconcino del suo studio, l’opera realizzata con una rete metallica a lui dedicata che lo ritrae intento a suonare il sax per i suoi ospiti, tra i gabbiani. Qui si puo' visitare
La Casa Museo di Lucio Dalla, dove l’artista ha vissuto e lavorato.
- altri luoghi dedicati al cantante sono Piazza e Basilica di San Domenico, elegante piazza e primo punto di riferimento nei suoi primi anni di vita, diventando il campo da gioco preferito; in Via degli Orefici si puo' trovare la Wall of Jazz con la sua stella e la sua tomba al Cimitero Monumentale della Certosa.
Appena fuori dal centro sorge il simbolo di Bologna , il Santuario di San Luca, luogo di culto religioso. Partendo da Porta Saragozza, in centro città, si segue un percorso che si snoda verso il Colle della Guardia per quattro chilometri sotto un porticato che, con le sue oltre 600 arcate, è il più lungo al mondo. Questo, insieme ad altri importanti tratti dei portici cittadini, è infatti Patrimonio Mondiale UNESCO.
SITO UFFICIALE : Bolognawelcome

I colli bolognesi sono parchi naturali, borghi e castelli, sono musei e avventurosi sentieri, imperdibili specialità gastronomiche. Per tutti, o almeno per chi sia nato prima della fine del secolo scorso, il nome dei colli bolognesi rievoca immancabilmente ragazzini spensierati che corrono su e giù per questi paesaggi da favola in sella alle loro Vespe. L’iconica “50 special” cantata nel 1999 da Cesare Cremonini con gli allora Lunapop è diventata d’altronde non solo l’inno di una generazione intera, ma anche il manifesto di quanto abbiano da offrire i colli bolognesi. Sui dolci pendii che circondano Bologna, d’altronde, le cose da fare, e da vedere, certo non mancano tra una natura plasmata con pazienza e abilità dall’incessante lavoro dell’uomo e borghi che conservano piccoli e grandi capolavori dell’arte e dell’architettura e dove è possibile sedersi per gustare del buon vino per accompagnare gli straordinari piatti della cucina emiliana. I colli bolognesi ospitano poi tanti parchi dove potersi rilassare e respirare aria buona senza allontanarsi troppo dalla quotidianità cittadina.
SITO UFFICIALE : https://collibologna.it/
Il nostro itinerario tra i colli bolognesi parte proprio da Bologna, passando sulla zona pedecollinare per Sasso Marconi dove sorge il Museo Marconi , dedicato appunto al grande scienziato che inventò la radio e la comunicazione senza fili. Di grande fascino la visita a Villa Griffone, a Pontecchio Marconi, che insieme al Mausoleo dello scienziato ospita il Museo Marconi.
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Museo Marconi |
Il viaggio prosegue sulle dolci colline da Sibano a Vergato fino a raggiungere Villa D'Aiano, per trascorrere la notte nell'
Albergo ristorante Gea dove oltre a pernottare gusteremo una meravigliosa cena a base di prodotti del territorio.









Il pittoresco comune di Castel d’Aiano è sempre stata oggetto di guerre e lotte per il controllo del territorio. Nel
Medioevo la sua antica Rocca è stata contesa per secoli (fino alla
completa distruzione) da bolognesi e modenesi, che in età Comunale
risalivano in armi i versanti opposti dell’Appennino per aggiudicarsene
la supremazia. Secoli dopo, nel Novecento, il territorio è stato
nuovamente protagonista di nuove battaglie. Da qui passava, infatti,
La Linea Gotica, drammatico scenario di eroismo e di contrapposizione tra
Alleati e le truppe dei nazifascisti.
Nei dintorni ci sono molte attrattive naturalistiche come l'
Orrido di Gea; il
Bosco delle Fate con il Picco del Falco, la Casa delle Fate e l'Urlo di Munch; il
sentiero degli Ontani, un bel percorso seguendo il Rio Canali tra antichi castagneti, arrivando all’incredibile Torre Jussi e continuando fino ad arrivare sul monte della Spe a vedere trincee e monumenti ai caduti .




Definite
il principale esempio di travertini in Italia (e probabilmente anche
d’Europa), le
Grotte di Labante, classificate come Sito di Importanza
Comunitaria (SIC), sono frutto di un affascinante fenomeno carsico che
vede la formazione di un particolare travertino chiamato “Sponga”.
La
cavità maggiore vede sulla sommità un’alta cascata tra muschio e piante
rigogliose che sgorga in un piccolo e limpido laghetto, mentre nella
piccola (denominata Grotta dei tedeschi) abbondano spettacolari
stalattiti. È presente una terza grotta, più piccola, che non è però
visitabile
Il travertino di queste grotte fu utilizzato a scopi
costruttivi già dagli etruschi della città di Kainua e in epoca più
recente per la costruzione del santuario di Brasa.
Le grotte si trovano a 9 minuti d'auto da Castel d'Aiano .






A piedi o in bicicletta, è un piacere girovagare nei dintorni di Dozza, tra campi coltivati e piccole aree boschive tra Pianura Padana e Appennino, seguendo magari il
Sentiero del Vino, quello di
S.Antonio e la
Via dei Gessi e dei Calanchi. Ma è soprattutto il centro storico del borgo a stupire: mantenuto il tessuto edilizio medievale, è una galleria d’arte a cielo aperto infatti oltre 200 murales abbelliscono il paese, testimonianza della Biennale del Muro Dipinto, evento che dagli anni ’60 lascia al territorio capolavori sempre nuovi. Meritano poi una visita l’imponente
Rocca Sforzesca, con il
Museo ricco di opere d’arte e arredi storici, un drago monumentale e la sede dell’
Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, con centinaia di etichette prestigiose. Da segnalare poi la
chiesa di Santa Maria Assunta in Piscina e il
Centro Studi Tolkieniani "La Tana del Drago", unico al mondo dedicato a J.R.R. Tolkien, l’autore de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli. Oltre ai folkloristici negozietti (N.1 di Emiliano Beltrani, Atelier Creativo) in cui acquistare souvenirs e oggetti per tutti i gusti, nel Comune di Dozza è possibile provare la ricca cucina emiliano-romagnola nei ristoranti presenti.
In piazza Zotti c'e' la sede dell'Associazione nazionale Alpini gruppo Dozza, dove poter visitare il piccolo museo allestito, molto interessante e dove vengono programmati grandi raduni.
Tipici sono i vini Albana DOCG e Sangiovese DOC che accompagnano le tradizionali paste fatte a mano dalle arzdore. Tra le manifestazioni di punta, oltre alla Biennale del Muro Dipinto,vi sono: Fantastika (Biennale d'arte e illustrazione del fantastico), Festa delle arzdore dedicata alla cucina tradizionale e la Festa del Vino, con numerose cantine di Dozza e dei comuni del circondario.

Monteveglio sorge presso la confluenza del torrente Ghia di Serravalle nel Samoggia, ai piedi di un rilievo isolato sul quale è il nucleo antico col castello e l’abbazia.
Varcando le mura del nucleo antico,a Monteveglio alto, si sale lungo una strada lastricata tra case in pietra e orti fino alla chiesa di S. Maria, fondata da Matilde di Canossa nell’XI secolo. Suggestiva, la cripta a quattro campate con parti di un edificio sacro ancora più antico. Dagli spalti del borgo lo sguardo abbraccia il territorio dell’odierno parco regionale: 900 ettari di coltivi e boschi, punteggiati da contrade e fattorie. Il pregio dell’ambiente sta proprio nella conservazione di uno scenario rurale di antica bellezza, disegnato dalle strade poderali e da piccoli corsi d’acqua, da siepi e vigneti, valli minori e crinali. Elemento caratteristico del paesaggio sono i calanchi, aree di erosione che mettono a nudo la natura argillosa del suolo e ospitano una flora che ha nella ginestra la fioritura più appariscente. L’ideale è muoversi a piedi, lungo i sentieri tabellati, o in bicicletta sulle strade bianche.






A 12 minuti d'auto si arriva al meraviglioso borgo di Castello di Serravalle che è totalmente a misura d’uomo, visitabile a piedi in meno di un’ora.
Nel corso della passeggiata potrete vedere:
🏰La Rocca Medievale : ci si arriva attraversando la Porta del borgo, di cui fanno parte anche alcuni vigneti, un orto e dei pozzi d’acqua. All’ultimo piano si trova inoltre una torre colombaia, dove ancora oggi nidificano barbagianni e piccoli falchetti.
🏛️L’Ecomuseo della Collina e del Vino : dedicato interamente alla storia agricola del borgo e in particolare alla produzione di vino bolognese. L’ingresso principale si trova nei pressi della Casa del Capitano.
🚶Il Cassero : un passaggio che venne edificato solamente intorno al 1300 per aumentare il livello di protezione dagli attacchi esterni. In passato comprendeva un ponte levatoio e un sistema “a porta di tenaglia”: se un nemico riusciva a entrare era costretto a incamminarsi in un passaggio molto stretto, dove era impossibile sfuggire alle frecce scagliate dai soldati che difendevano il borgo.
⛪La Chiesetta di San Pietro : situata nel punto più alto del paese, la chiesa nasconde alcune delle opere meglio conservate del bolognese, fra cui un altare riccamente decorato e un organo Franchini datato al 1870. Osservandola dall’esterno, invece, noterete l’insolita mancanza di un campanile. Il campanile, infatti, non venne mai costruito dato che per questa funzione veniva già utilizzata la torre della Casa del Capitano.
🏛️Gli antichi palazzi medievali : tutti gli edifici di Castello di Serravalle sono in pietra e risalgono
al medioevo. La maggior parte sono ancora di proprietà privata, ma in
occasioni speciali alcuni vengono aperti al pubblico. Fra tutti, quelli
di maggior rilievo sono sicuramente palazzo di Cuzzano e Palazzo Boccadiferro.
In quest’ultimo si dice che alloggiò Carlo Magno, mentre è certo che
nel 1846 vi venne celebrato il matrimonio fra il compositore Gioacchino
Rossini e Olimpia Pellissier.
⛪La chiesa barocca di S.Apollinare : la sua bellezza risiede proprio nell’ubicazione, totalmente immersa nelle campagne dei Colli Bolognesi. All’interno troverete dipinti e opere del Settecento attribuibili ai più noti artisti locali.
🎉Inoltre fra gli eventi organizzati troviamo la famosa Sagra Del Gnocco Fritto e la Festa del Saslà a settembre.


Savigno è un paesino d’atmosfera medievale posto sulla via che risale la
valle del Samoggia, a 16 minuti d'auto da Castello di Serravalle, ma anche qualcuno
in più se ci si lascia andare sulle strade dei Colli. Siamo al centro di vero e proprio paradiso
enogastronomico, questa è infatti la patria di tortellini, tagliatelle e lasagne;
zona di produzione di prosciutto, zampone, cotechino e mortadella, ai
quali vanno aggiunti parmigiano reggiano e aceto balsamico, Lambrusco e
Pignoletto. Lasciando per ultima la citazione per il tartufo bianco che
ha il suo migliore giacimento emiliano proprio in questa valle e in
Savigno la sua piccola capitale.
L’appuntamento più atteso dagli appassionati della preziosa ‘trifola’ è
in novembre, quando per tre domeniche si ripete la
Sagra del tartufo bianco pregiato, che poi prolunga la sua stagione nei menu dei
ristoratori della valle.


È una località della parte appenninica della valle del torrente Samoggia, che si snoda tra le dolci colline che segnano, a ovest di Bologna, il confine con il Modenese. Il nuovo comune include i territori di Bazzano, il principale centro abitato e sede dell’amministrazione, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno.
Cuore della vallata è il Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, e vie di pellegrinaggio come la Piccola Cassia per ammirare la spettacolare morfologia dei calanchi.
Proprio in quest'area abbiamo avuto la fortuna di scoprire un posto fantastico immerso nei vigneti e nella quiete, accolti calorosamente dai proprietari e dalle deliziose portate che si possono gustare direttamente sul camper. Tutto questo e' possibile alla Fattoria Porca Vacca!
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